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"La Mirabile Incontinenza del Nulla" |
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Le Origini
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Nico Effecento nasce a Leika il 2 Luglio 1960 ove trascorre un'infanzia segnata da fasi maniaco-depressive e da dolori muscolari trattati con elettroshock. Dal padre Cano e dalla madre Minotta, l'uno scrivano presso una ditta di informatica, l'altra cittadina russa già missionaria in India naturalizzata e maestra elementare, riceve una formazione pietistico-internazionale ma a soli 12 anni comprende che vuole diventare "fotografo o niente altro". Iniziano quindi i primi timidi scatti, accompagnati da severissime letture dell'opera omnia di Andreas Feininger, che assimilerà totalmente. Il disagio dei continui elettroshock e la conseguente avversione inconscia nei confronti della realtà lo portano a pensare che del Maestro sia necessario conservare la tecnica, specialmente l'attento studio della luce, mentre si propone di "superare" il concetto di equilibrio tra contenuto e linguaggio dell'immagine: ovvero, secondo Nico, devono essere i titoli delle fotografie a raccontare la storia, in modo che il valore dell'immagine - al di là di quello estetico - possa essere ridotto al minimo. |
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L'Esordio
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Saluti dal cenozoico |
La maggioranza silenziosa
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Apocalipse Later
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Voci dal sottosuolo |
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Tornando a casa dopo il miracolo
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Effetto Mossbauer |
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Malthus aveva ragione
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Non voglio più vedere nessuno
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Ci sono uomini nudi che abbandonano gli studi |
Window 1898 |
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Il Reportage
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All'età di 21 anni, abbandonati gli elettroshock, riesce ad avere un importante incarico di reportage dalla nuova locale agenzia di stampa fondata da un sedicente nipote dello Zar Nicola II. Egli dovrà illustrare il "Royal Wedding" del Principe Carlo e Diana. Trasferitosi quindi a Londra con grande anticipo, scopre gli hamburger dei fast food i quali creano in lui una forte dipendenza ma lo aiutano nelle sue fasi creative. Il giorno del matrimonio, a causa di una recrudescenza dei vecchi dolori muscolari, supera la crisi ingerendo una notevole quantità di superalcolici ma, sebbene dotato di regolare pass, viene fermato dalla Guardia Reale e gettato in un cassonetto per rifiuti. Ripresosi, si fa largo a gomitate nella folla festante ma riesce a scattare una unica foto che ritrae gli sposi mentre ormai tornavano al Palazzo dopo la cerimonia.
Nozze di Carlo e Diana
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Questo breve periodo segnerà tutta la vita artistica dell'Effecento: egli non ritrarrà mai più persone o esseri viventi e, traumatizzato, si rifugerà nelle tematiche del suo primo periodo, radicalizzandole. Ma ormai l'inquietudine si ingigantiva, infatti produrrà soltanto due fotografie intrise di pessimismo e di richiami letterari, l'ultima delle quali, "Tutto va a rotoli", scattata alla guida della sua Citroen Ami 8 un attimo prima di scontrarsi con uno dei ciliegi della collina posto ai bordi della carreggiata, denota il punto di non ritorno nel disagio di Nico nel confrontarsi con la realtà. Trascorse poi alcuni anni senza più scattare fotografie, dedicandosi soltanto ad ingerire hamburgers. |
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Il breve ritorno alle origini
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Finiremo nel gorgo muti
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Tutto va a rotoli |
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Proprio in un fast food incontra insapettatamente un fotografo: Anselmo Adami. Adami aveva appena aderito ad un'organizzazione destinata a rinnovare la Storia dell'Arte: il Movimento Fotografico Omerico e si era proposto di sottoscrivere il maggior numero possibile di iscrizioni. Benchè il ricondursi ad Omero, il quale era cieco, poteva far giustificare e accettare in realtà qualsiasi opera fotografica, Adami era in preda all'ansia poichè, dopo aver interpellato tutti gli avventori del locale per ben due volte, non ottenne alcuna adesione. Fu così che, accecato dalla rabbia, avendo scoperto che Nico Effecento era un fotografo, scatenò una furibonda rissa durante la quale costrinse Nico a firmare il manifesto. A quel punto Nico considerò che ormai aveva comunque sottoscritto il manifesto, non si sentiva più obbligato a fare i conti con la realtà e quindi decise di tornare ad impugnare la fotocamera per dare una nuova svolta alla propria poetica. |
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L' Astrattismo Omerico
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Tracce delle antiche migrazioni ioniche |
Echi omerici in Tirteo
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Niobe piangente sul Sipilo
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La collerica trincea di Achille
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La tazza di Taziano |
Pindaro a Smirne |
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Accadde poi che le Olimpiadi del 1996 non si tennero, come stabilito, ad Atene, ma furono trasferite ad Atlanta (USA): questo fatto causò amarezza nell'animo di Nico il quale vedeva nei dollari una ingiusta supremazia sulla tradizione e sulla poesia (ciò avvenne soltanto perchè aveva già comprato e pagato una maglietta con scritto "Athens 1996"). Dall'inizio dei Giochi Olimpici quindi Nico Effecento dichiarò un personale embargo economico contro gli USA: da allora egli evita tutto quello che è americano e non si nutre più con gli hamburgers. All'inizio fu molto dura e le crisi di astinenza minacciavano seriamente il suo lavoro ma, all'improvviso, dopo 8 mesi di tribolazioni, ebbe alcune visioni grazie alle quali si sentì costretto a rifugiarsi nel proprio garage ormai vuoto (dopo l'incidente la sua auto venne rottamata), dove capì che doveva salire un ulteriore gradino sulla scala dell'Arte. |
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La purezza dell'immaterialità
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Il Rosso |
Il Giallo
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Il Blu
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Tutti i Colori
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Queste sono le fotografie più profondamente toccanti di tutta l'opera di Nico Effecento: costituiscono il risultato di un esasperata ricerca della purezza negli estetismi compositivi, resi finalmente liberi dal disagio del sentimento. Oltre a questo, c'è solo un ultimo stadio espressivo del suo percorso artistico-fotografico, raggiunto con una sola fotografia. Il termine di un sofferto lavoro iniziato sin dall'infanzia culmina infatti nella sottostante ultima opera: La Mirabile Incontinenza del Nulla
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La Mirabile Incontinenza del Nulla |
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La Conclusione |
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Da questo momento in poi Nico distrugge tutte le sue fotocamere e non scatterà mai più una foto. Decide quindi di abbandonare l'arte e la fotografia avendo ormai dato tutto se stesso. Il Movimento Fotografico Omerico saprà attrarre a sè eventuali nuovi talenti senza il suo aiuto. In fondo aveva sì firmato il manifesto, ma contro la propria volontà. Il suo nuovo obiettivo adesso è un altro: diventare ricco. Per questo intraprende l'attività di Elettricista, un mestiere che fra l'altro gli consente di rimanere vicino alla corrente elettrica, dalla quale ricorda che da giovane aveva sempre tratto salutare giovamento.
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